Seconda Edizione del Nord Italia

Ripensare con creatività i percorsi pastorali e i modelli gestionali

Sono molte le sfide pastorali che oggi richiedono alle comunità ecclesiali, e non solo, un cambiamento radicale. Per annunciare con profondità e attualità il Vangelo, i cristiani sono chiamati ad interrogarsi sul volto che avrà la Chiesa del futuro, per continuare a proclamare il suo messaggio di amore nonostante i profondi mutamenti sociali che contraddistinguono il nostro tempo.

Lavorare su percorsi di pastorale integrata, circolare, convergente e unitaria

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    Costruire realtà veramente comunitarie e ministeriali

    “Il valore della parrocchia e la sua storica identità restano in tutta la loro pregnanza e positività, ma vanno oltre gli aspetti strettamente territoriali, giuridici e gestionali e si trasformano in realtà comunitaria e ministeriale, che, pur avendo come riferimento un determinato territorio, dà vita ad un rete di comunità che accentua il piano delle relazioni e dei servizi strettamente collegati tra loro, in vista di un nuovo soggetto, che non potrà fare a meno di essere configurato anche giuridicamente. 

    Si è parlato più volte di “pastorale integrata” tra parrocchie e questo è certamente un passo in avanti, che non è tuttavia ancora l’obiettivo finale del processo in corso. Occorre puntare su scelte differenziate a seconda del territorio in cui le varie realtà ecclesiali gravitano. Si va dunque da una pastorale “circolare”, nel senso che vanno individuate le parrocchie centrali sul territorio, attorno a cui si collocano e interagiscono le altre e le varie realtà ecclesiali che operano in esso; una pastorale “convergente” di diverse parrocchie unite sotto la guida di un parroco o di più parroci e di un’équipe composta da altri presbiteri collaboratori, diaconi, laici e – dove ci sono – anche religiosi e religiose che programmano insieme, operano insieme, verificano insieme il percorso comune de-ciso; una pastorale “unitaria” di più parrocchie guidate da un’équipe di presbiteri che fanno vita comune, abitando insieme in una di esse, e interagiscono con i laici delle rispettive comunità, soste-nendole con il loro specifico ministero.”

    Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo della Diocesi di Torino,  durante l’Assemblea del clero diocesano, 21 settembre 2016