Summer School 2017, un affascinante viaggio nella Chiesa Americana con gli studenti dei corsi di Management Pastorale

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Dal 19 al 28 giugno 2017, gli studenti dei corsi di Management Pastorale attualmente in svolgimento nella città di Torino e Roma, guidati dal direttore Giulio Carpi e da Don Franco Finocchio, hanno preso parte ad una Summer school negli Stati Uniti. Si tratta di un progetto formativo offerto della Scuola Internazionale di Management Pastorale, e promosso dalla Pontificia Università Lateranense in collaborazione con la Villanova University, il più grande ed antico ateneo cattolico della Pennsylvania, fondato nel 1842 dall’Ordine di Sant’Agostino.

 

 

 

L’esperienza della Summer School 2017, infatti, è stata caratterizzata da un soggiorno di studio a Filadelfia e da alcuni giorni di permanenza nella città di New York.

Uno degli appuntamenti cruciali è stato sicuramente la visita alle realtà parrocchiali di Filadelfia (Saint Andrew Parish e Saint Katherine Parish ), poiché ha permesso al gruppo dei partecipanti di toccare con mano come i principi del management trovino la loro applicazione pratica nella strutturazione della chiesa locale, che è a tutti gli effetti un esempio di best practise nel campo del Church Management.

In precedenza, gli studenti erano stati introdotti proprio alla realtà chiesa americana da Charles Zech (direttore della Facoltà statunitense del Villanova Center for Church Management and Business Ethics di Philadelphia); dal case study (sulla chiesa cattolica di Saint di Vincent De Pau) di
Michael Castrilli, docente della Villanova University e Presidente della Church Management Academy; e dalla preside della School of Business della Villanova University, Dean Russell, che si è dimostrata fortemente interessata agli insegnamenti della Scuola.
Molto suggestiva e istruttiva, poi, è stata la full immersion nella cultura e storia americana, grazie alla visita di tutti quei luoghi che fanno di Filadelfia la città simbolo della rivoluzione, dell’indipendenza e della costituzione americana. Stiamo parlando della Liberty Bell, dell’Independence Hall, del National Constitution Center e del Museo della Rivoluzione americana.

 

 

Durante il soggiorno, non son mancanti momenti solo apparentemente più “leggeri”, con il gruppo della Summer School allo stadio di Filadelfia per vedere la partita di baseball dei Phillies, che in realtà è stato un altro momento per studiare le strategie che il management sportivo usa per coinvolgere giovani e famiglie.

Infine, il trasferimento a New York dove, nella giornata di domenica 25 giugno, i corsisti hanno fatto una visita speciale alla Cattedrale di Saint Patrick e successivamente partecipato alla Santa Messa. Gli studenti hanno avuto modo anche di incontrare anche un importante componente dello staff della Cattedrale di Saint Patrick, nella persona di Kevin T. Donohue, direttore responsabile del Building Management, con il quale hanno avuto un lungo confronto. Il direttore Donohue ha illustrato con quali modalità la Diocesi di New York organizza il rapporto con le parrocchie, e in che modo il Management pastorale può servire allo scopo di rafforzare sul territorio il modello gestionale e relazionale tra organi religiosi centrali e periferici.

Per concludere il nostro racconto di questo viaggio affascinante nella chiesa americana, proponiamo la testimonianza diretta di una partecipante, proveniente della Scuola Internazionale di Management Pastorale – Edizione Roma 3.

 

 

“La prima cosa che mi ha colpito è stata la valorizzazione dei laici – ha evidenziato Maria Elisabetta Coffari-. Ho potuto toccare con mano nelle realtà parrocchiali, il rapporto di collaborazione e di fiducia con il parroco, che valorizza le persone.
Qualche perplessità sulla Pastorale, perché nella Chiesa americana sono più legati alla organizzazione e alla raccolta fondi.
Nelle parrocchie non si contano gli abitanti, ma quelli che sono iscritti alla parrocchia. Qui è più il singolo che va verso la parrocchia, non viceversa, come in Italia. Viene scelta la parrocchia che più si preferisce, non necessariamente quella più vicina dal punto di vista territoriale.
L’approccio è meno progettuale e più pragmatico, soprattutto sul versante della carità, grazie alla quale riescono a coinvolgere i giovani.
Per quanto riguarda il personale, poi, i professionisti pagati per fornire la loro consulenza, servono anche a formare i volontari, e il reclutamento avviene anche attraverso bandi”.

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