Parco delle Madonie (Palermo), Musea: la best practice dei musei in rete

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È nel parco delle Madonie, in provincia di Palermo, il progetto Musea, un progetto unico che mette in rete il patrimonio museale di un vasto territorio. Nato nel 2014, è stato premiato a Milano nell’ambito della prestigiosa conferenza generale Icom (International Council of Museums), il più importante appuntamento mondiale dedicato ai musei, che si è concluso il 9 luglio.

Fonte: www.vita.it

Articolo di Cristina Barbetta

 

 

Un progetto unico nel suo genere, che mette insieme tutto il patrimonio museale di un vasto terrritorio. È Musea, la rete dei Musei delle Madonie, che comprende 19 comuni e 21 musei, nella provincia di Palermo.
Musea è stata premiata come una delle 10 migliori best practice italiane nella relazione tra museo e paesaggio culturale nel corso della Conferenza Generale Icom (International Council of Museums), il più importante appuntamento mondiale dedicato ai musei e ai professionisti museali al mondo, che si è svolta a Milano dal 3 al 9 luglio. Il riconoscimento è il risultato di un’indagine promossa da Icom Italia sul rapporto fra musei e paesaggi culturali. Al censimento hanno partecipato 200 musei italiani.

La rete rappresenta il futuro dei musei. I piccoli musei da soli faticano a dotarsi di personalità”, diceTiziana Maffei di Icom Italia. Che spiega: “Musea è un progetto molto interessante perché consente di mettere in rete 19 comuni, cosa molto difficile”.
“Perché le municipalità di questo territorio nella provincia di Palermo riescono a stare assieme?
Spiega Gioacchino Di Garbo di Musea, che ha presentato il progetto a Milano: “In questo territorio 28 comuni sono uniti da 15 anni in un consorzio che li raggruppa, un consorzio che è un’agenzia di sviluppo che si occupa dei temi dello sviluppo locale e territoriale , tra cui cultura e distretto turistico. I comuni hanno la possibilità di usare una struttura a loro consorziata che possa realizzare queste attività”.
Finanziata da fondi europei e promossa da Sosvima, l’agenzia di sviluppo locale delle Madonie, Musea è coordinata da Adriana Scancarello e Giuseppe Genchi.

L’area delle Madonie è un’area in cui sono molto forti gli aspetti culturali, naturali e sociali e paesaggistici”, continua Di Garbo. Piano Battaglia e Cefalù sono patrimonio dell’Unesco: Cefalù è inserita nel percorso arabo normanno Cefalù, Palermo, Monreale. L’anno scorso il paese di Gangi, che fa parte dell’offerta museale delle rete, ha ottenuto un riconoscimento a livello nazionale come borgo più bello d’Italia.
L’offerta di Musea copre tutti i settori espositivi: ci sono esposizioni archeologiche, musei naturalistici, civici, esposizioni di arte moderna e contemporanea. Dal Museo Mandralisca di Cefalù, che espone il celebre ritratto dell’ignoto marinaio di Antonello da Messina, al Museo Civico di Castelbuono, al Museo della Manna di Pollina, al Civico Museo Archeologico di Polizzi Generosa…
C’è anche il parco astronomico delle Madonie, “che ha l’attenzione di tutto il mondo per la collocazione e il tipo di lenti che verranno utilizzate” e si crede che raggiungerà punti di eccellenza superiori a quelle realizzate dalla University of North Carolina, che ha realizzato una struttura simile in Cile.

 

Il coFabriziommento di Fabrizio Carletti

docente della Scuola Internazionale di Management Pastorale

 

 

PBG 100 MPE se fossero i Musei Diocesani in rete?

Questa la provocazione che il progetto presentato nell’articolo ci pone. Tanti piccoli musei diocesani, all’interno di una regione ecclesiastica o di un territorio caratterizzato sul piano culturale e sociale, molte volte non riescono a promuoversi o si fa fatica a gestirli. Un consorzio che li metta in rete potrebbe essere un’idea proponibile? Una rete museale e non solo che racchiude oltre che beni artistici anche elementi propri della tradizione spirituale, culturale e paesaggistica.

Una sfida in grande, ma anche di comunione ecclesiale e di miglior uso delle risorse.