“Lead with Humility”, le 12 lezioni di Leadership di Papa Francesco

Recensione 2 Lezioni di leadership

La definizione di leadership che permea questo testo è la seguente: Leadership è l’abilità di articolare una visione e condurre gli altri a metterla in pratica. Altro principio fondamentale è che un leader si distingue dal modo in cui guida attraverso l’esempio.

 

La personalità di Papa Francesco ha attirato l’attenzione non solo di pensatori cattolici ma anche di intellettuali e professionisti di altre estrazioni culturali e religiose, i quali hanno deciso di dedicare ricerche e testi sulla sua particolare e straordinaria figura di leader. Pensiamo in Italia al testo di Bruno Ballardini (esperto di marketing e comunicazione strategica, non credente, in Leader come Francesco, Piemme 2014).

In America sono usciti due testi, non ancora tradotti in Italia, “Lead with Humility” di Jeffrey A. Krames (2015) e “Pope Francis. Why he leads The way he leads” di Chris Lowney (2015). In questa recensione vogliamo presentarvi il primo di questi due scritti, lasciando ad un altro alrticolo la presentazione del testo di Lowney.

J.A. Krames, autore di Lead with humility” non è un cattolico, ma si definisce come “un figlio dei sopravvissuti dell’Olocausto”, figlio di genitori ebrei sopravvissuti alle violenze naziste. Un aspetto che, come l’autore scriverà nella premessa del testo, ha influito nella scelta di scrivere a proposito della leadership di Papa Francesco, perché sin dalla sua prima apparizione come Papa, ha colto in lui un leader pieno di rispetto, dignità e umiltà, da contrapporre alle disumanizzanti violenze da cui proveniva. Un immagine di speranza ma allo stesso tempo di forza e vitalità.

Vediamo nel dettaglio le 12 lezioni di leadership che l’autore mette in evidenza rispetto all’azione di Papa Francesco.

 

  • GUIDARE CON UMILTÀ. Papa Francesco ritiene che un’autentica umiltà potenzi il leader come nessun altra qualità di leadership. Servire la sua gente per Papa Francesco è la via per divenire più vicino a Dio. Come Gesù diceva chi governa deve essere come chi serve, anche per Francesco “questa idea è valida per le persone religiose di ogni denominazione. Il vero potere della leadership religiosa viene dal servire”.

 

  • “ODORA COME LE TUE PECORE”. Significa immergere se stessi profondamente nel gruppo che si guida o si aspira a guidare e in modo significativo. Questo insegnamento ha radici profonde nella carriera di Bergoglio, quando era conosciuto come il “Vescovo delle Baraccopoli” (Bishop of the Slums).

 

  • “CHI SONO IO PER GIUDICARE”: Papa Francesco ricorda che c’è una bella differenza tra giudicare e valutare una persona. Valutare è più simile a prendere delle decisioni, è fatto dai leader in ogni momento. Chi guida deve giornalmente fare valutazioni. Francesco ci ricorda però che la prima stima va fatta sulla gente. Prima le persone poi segue tutto il resto. Le valutazioni più importanti sono inoltre quelle che tu fai ai tuoi resoconti. Si sottolinea il valore che Papa Francesco da al valore delle consultazioni “Questo mi ha molto aiutato a prendere le decisioni migliori. E adesso sento alcune persone che mi dicono: “non si consulti troppo, e decida”. Credo invece che la consultazione sia molto importante”. Nel 2013 Francesco selezionò 8 cardinali (oggi 9) rappresentanti 5 continenti come advisory panel sui problemi globali. Solo un cardinale di provenienza italiana: Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

 

  • NON CAMBIARE, REINVENTA. Papa Francesco non ha mai rifiutato di affrontare direttamente temi e problematiche aperte nella chiesa. Il tema del divorzio ad esempio, della contraccezione,… Ai cardinali disse che un approccio pastorale deve essere “intelligente, coraggioso e pieno di amore”, invece di fissarsi su astratte e datate ideologie. Non si è pronunciato su cambiamenti dottrinali ma ha permesso di aprire una reale discussione su questi temi. Anche perché nella sua logica non si tratta di cambiamenti che devono realizzarsi all’improvviso come una sorpresa. Come Bergoglio disse al Conclave nel suo intervento prima di essere eletto: «La Chiesa diventa autoreferenziale e allora si ammala», ha scritto ancora il cardinale Jorge Maria Bergoglio. «I mali che affliggono le istituzioni ecclesiastiche hanno una radice nell’autoreferenzialità, in una sorta di narcisismo teologico».

 

  • RENDI L’INCLUSIONE TRA LE PRIME PRIORITÀ. L’inclusione è al cuore della maggioranza delle decisioni chiave di Papa Francesco. Egli vede la Chiesa come “una casa per tutti, non una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate”, concentrata sulla dottrina, l’ortodossia, una agenda limitata ad insegnare la morale. Il suo obiettivo è “non lasciare indietro nessuno”. Quando Papa Francesco ha nominato l’Elemosiniere pontificio elevandolo al rango di arcivescovo, gli ha detto chiaramente: “Non ti voglio vedere seduto alla scrivania. La puoi pure vendere. Ora io ti voglio sempre tra la gente. È difficile per me lasciare il Vaticano. Tu dovrai farlo per me.”

 

  • EVITA LA RISTRETTEZZA MENTALE. Si rifà alla sindrome del NIH ‘not invented here’: è la filosofia delle aziende o istituzioni che evitano di usare o comprare prodotti già esistenti, ricerche, standard o conoscenze perché hanno origini esterne e costi esterni. Una organizzazione di mentalità ristretta, come una NIH istituzione, hanno una cosa in comune: una certa arroganza, un attitudine a pensare ‘abbiamo tutte noi le risposte’. Un modo per superare questi atteggiamenti è consultarsi e parlare con una grande varietà di persone, specialmente quelle che hanno una prospettiva diversa dalla propria. Il tema del dialogo autentico come più volte Bergoglio ha scritto e detto e lui stesso ha praticato, anche con leader musulmani, ebrei (es. libro con il rabbino Skorka), ecc.

 

  • SCEGLI IL PRAGMATISMO RISPETTO ALL’IDEOLOGIA. “Ammetto che non è facile tenere il passo con la velocità dei cambiamenti sociali, ma i leader spirituali, quelli che cercano la voce di Dio, devono dedicare il tempo necessario per cercare le risposte.” Francesco non è solo pragmatista ma anche un realista. Non vuole cambiare i valori centrali della Chiesa Cattolica; semplicemente vuole aggiornare il suo sistema operativo. “Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante.”

 

  • ASSUMI L’OTTICA DEL DECISION MAKING. Come abbiamo già detto per prendere decisioni è bene consultarsi con altri. Essere umile aiuta a prendere decisioni con attenzione. Il motto è: lentamente ma scegli. «Ecco, invece diffido delle decisioni prese in maniera improvvisa. Diffido sempre della prima decisione, cioè della prima cosa che mi viene in mente di fare se devo prendere una decisione. In genere è la cosa sbagliata. Devo attendere, valutare interiormente, prendendo il tempo necessario. La sapienza del discernimento riscatta la necessaria ambiguità della vita e fa trovare i mezzi più opportuni, che non sempre si identificano con ciò che sembra grande o forte».

 

  • CONDUCI LA TUA ORGANIZZAZIONE COME UN OSPEDALE DA CAMPO. Papa Francesco vede la chiesa come un ospedale da campo, vicino al luogo della battaglia pronto a curare in emergenza i feriti. L’ospedale da campo aiuta il dottore a odorare come le sue pecore. È certamente inclusivo, non manda indietro nessuno. Per definizione non può avere una mentalità ristretta operando dove i feriti si trovano. L’emergenza non permette di giudicare i feriti per le loro colpe. Per comprendere a fondo la realtà dobbiamo muoverci dalla posizione centrale di calma e pace e dirigerci verso le aree periferiche. Un vantaggio dell’ospedale da campo è l’essere portatile, trasportabile facilmente. Uno non può muovere un intera grande azienda dislocata magari in più aree, ma può creare un Go-Team che visita i clienti due volte al mese.

 

  • VIVI IN FRONTIERA. “Non cadere nella tentazione di addomesticare le frontiere: si deve andare verso le frontiere e non portare le frontiere a casa per verniciarle un po’ e addomesticarle”. Per gli appartenenti al clero vivere nella frontiera vuol dire stare profondamente nella comunità ed essere pronto ad uscire per aiutare tutti i membri della loro comunità. Il rischio altrimenti è di essere astratti ideologi o fondamentalisti.

 

  • PRENDI LE AVVERSITA’ PER LE CORNA, AFFRONTALE DIRETTAMENTE. Bergoglio lo apprese a causa di alcuni episodi avvenuti nella sua vita: dai problemi accorsi a sua madre acquisì indipendenza, dal dover bilanciare scuola e lavoro conquistò disciplina, e dalla sua malattia acquisì la prospettiva della frontiera. Per essere un vero leader devi saper trasformare gli ostacoli in opportunità di crescita. Papa Francesco imparò dai suoi errori e incertezze. L’unico modo di affrontare le avversità è di prenderle per le corna. Ogni tentativo di smarcarsi dai problemi permette loro solo di crescere a dismisura.

 

  • FAI ATTENZIONE AI NONCUSTOMERS (NON CLIENTI). L’ultimo obiettivo che Papa Francesco persegue è di raggiungere quante pecore sia possibile, e vuole che tutti i leaders della chiesa e i membri del clero facciano lo stesso. Lo stesso è nel mondo del business: devi raggiungere gli esterni – i noncustomers – per avere successo. La pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere au­daci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangeliz­zatori delle proprie comunità. Una individuazio­ne dei fini senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli è condannata a tradur­si in mera fantasia. (EG 33).