La valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici

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Incontro con l’arch. Francesca Giani della Fondazione Summa Humanitate all’interno della prima edizione della Scuola di Management Pastorale

Nell’incontro del novembre 2015 la Scuola di Management Pastorale ha avuto la fortuna di avere la testimonianza dell’arch. Francesca Giani che opera a livello internazionale per la Chiesa attraverso la Fondazione Summa Humanitate.

E’ d’obbligo descrivere in breve la Fondazione, che rappresenta un’eccellenza nella gestione e nella consulenza dei beni ecclesiali. La Fondazione Summa Humanitate è un ente senza fine di lucro che affianca le istituzioni della Chiesa al fine di risolvere i problemi gestionali delle opere sociali rivolte alle persone più bisognose.  La Missione della Fondazione è “contribuire al lavoro sociale e pastorale della Chiesa cattolica promuovendo la crescita della sua presenza nella società moderna”. La fondazione aspira ad affiancare gli Istituti Religiosi e le Diocesi nel perseguimento dei loro fini sociali, missionari, di evangelizzazione ed ecclesiali.
Operativamente: gestisce attraverso contratti di appalto per servizi residenze per religiosi anziani; l’amministra case per ferie, foresterie e centri di spiritualità; gestisce progetti sociali e di cooperazione allo sviluppo; aiuta le Congregazione e gli Istituti in materie come l’istituzione di associazioni, cooperative o di fondazioni, l’analisi di sostenibilità economica e revisione contabile, l’elaborazione di preventivi, la consulenza del lavoro, legale e tecnico-architettonica.
In questi anni oltre 100 tra Congregazioni e Diocesi  hanno collaborato con la Fondazione Summa Humanitate.

L’arch. Giani, dalla sua ampia esperienza sul campo, ci ha aiutato a riflettere sul grande valore che i beni culturali costituiscono, prima di tutto come occasione di apostolato.

L’intervento ha posto molto l’attenione sulla gestione e tutela degli immobili, che non devono costituire un problema ma devono essere visti come una risorsa.

“Lo spazio è un talento a noi affidato per farlo fruttare”.

Per fare questo però sono necessari tutta una serie di attenzioni e accorgimenti che la nostra docente ha sapientemente illustrato. In particolare ci ha ricordato che ogni decisione deve dipendere dal discernimento sul futuro dell’istituto, diocesi, parrocchia. Che il discernimento condiviso e chiaro è basato sul carisma e sui bisogni dell’ente e di chi si desidera servire.
E’ tuttavia evidente come oggi, con la complessità delle legislazioni, è necessario ricorrere a consulenti, e diventa utile quindi saperli scegliere.